chi sono

Tutto cominciò nel lontano 1962 ..

…e fin dalla più tenera età scoprii di essere attratto dalla guida di veicoli con il manubrio….scansione0005

Passano gli anni e le prime bici modificate per il fuoristrada prendono il posto del triciclo

Nel 1971 ,ancora giovanissimo, vengo aiutato da un  complice   (il fratellone già appassionato di moto),  ad  allestire la prima di una lunga serie di “special” per il fuoristrada. All’epoca era consuetudine modificare ciclomotori e moto stradali con molta fantasia e poco denaro. I “ricambisti” più quotati erano spesso i demolitori-rottamai  della zona, dai quali si trovavano in quantità veicoli dismessi .

La base di partenza fu un Mondial Record del ’65. Un manubrio alto Tommaselli  e qualche altro piccolo particolare era stato sufficiente per renderlo una moto da cross…e per innescare quella scintilla della passione che ancora oggi mi anima.

Ecco il Mondialino “crossizzato”

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La prima foto che mi ritrae sulla moto, nella primavera del 1971.

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Il progetto iniziale ha avuto poi diverse evoluzioni…questo è il settimo step!!iomondialversione7cortile71

 Dopo varie modifiche ed aggiornamenti  venne accantonato e cannibalizzato  per sviluppare  il secondo progetto: stavolta si partiva da un Beta Lince di ben (!!) 80cc di cilindrata , che a sua volta venne ripetutamente violentato nell’aspetto e nella meccanica.

Eccomi in azione con il Beta nella  prima cava della fornace Berzoini, a ridosso del Panaro, in località Gamberone

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Passato qualche  tempo  anche il Beta-o meglio quel che ne restava- veniva sacrificato per accedere a cilindrate più importanti… i 125 cc di un Ceccato degli anni ’50. Alleggerito del superfluo fu compagno di avventure per qualche mese, prima di essere accantonato a sua volta a  favore di un più “moderno” e performante Ducati Mountaneer di 98cc, anch’essa acquistata per poche lire dal rottamaio del paese, diventato ormai “fornitore ufficiale” . Prontamente modificata anch’essa, si rivelerà una divertentissima   moto da fuoristrada e solo per un grave e non riparabile guasto al cambio fu messa in disuso e poi demolita per riciclare i vari pezzi.

Il Ducati appena finito

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…e in azione. Pista ricavata nella seconda cava della fornace Berzoini in località  Cavaliera

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 Il povero Ducati venne prontamente rimpiazzata da un’altra moto di cilindrata analoga,ma di ben più robusta costruzione e-per la prima volta- a 4 tempi! Il vecchio,buon,caro, Gilera  Giubileo. Inutile precisare che divenne a sua volta una replica- in economia- delle ben più professionali “regolarità casa” a listino Gilera. A parte le croniche beghe con dinamo ,regolatore e batteria, meccanicamente era  un “mulo” e con essa feci le prime esperienze di fuoristrada ad ampio raggio nelle allora libere golene del Panaro e del Po.

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Nonostante il Gilerone fosse  divertentissimo ed affidabile ,nel ’76- a 14 anni- mi avventurai in una impresa titanica per i miei mezzi e le mie capacita’ : decisi di costruirmi integralmente una moto specifica per il motocross ispirandomi alle migliori realizzazioni del periodo, viste e sognate su “Motocross” e “Motociclismo”. Reperisco quindi un motore Minarelli 125 costruito in serie limitatissima  per gli assemblatori-preparatori e senza indugio costruisco un telaio ad hoc recuperando “fette” di altri telai ( fra gli altri MV Agusta 125, Mondial 125) e tubo commerciale. Non lesino con le sospensioni : una Ceriani in magnesio a perno avanzato ex DKW 250 GS e una coppia di nuovissimi Corte & Cosso a vaschetta separata -appena usciti sul mercato- e già un must per il cross. Sella e serbatoio sono dell’ Aspes 125 RGC e i parafanghi M.Robert all’ultima moda . Devo purtroppo ripiegare con le ruote montando al posteriore quella di un CZ 175 Trail e all’anteriore  prima una 19″ di un Laverda 100 e poi  una più adatta 21″ di origine Aermacchi Aletta Scrambler.

Ancora nella pista della Cavaliera con il “Minarelli-RCR”

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La passione è decisamente e fortemente consolidata e nel ’78  decido di fare il grande  passo ed acquistare   una moto seria .Con l’ R4 del meccanico del paese si va a Monteveglio e direttamente con il signor Francesco si fa il contratto per una fiammante Villa 250. Dopo due giorni di agonia mi viene consegnata a casa con relativo corredo ricambi e maglietta ufficiale.

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Alla fine del 1979, dopo aver girato fino alla nausea  in tutti i  campetti della zona ,decido di provare con le corse “vere” e mi organizzo per partecipare al campionato regionale cadetti  dell’anno successivo. Rinfrescata meccanica ed estetica alla moto, visita, licenza e via verso nuove avventure!!!

Eccomi con il numero 93 al via della mia prima gara, a Ravenna (Tre Ponti)  il lunedi di Pasqua del 1980

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ancora un’altra fase della stessa gara    

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Pur scontando l’inesperienza e la non conoscenza delle varie piste il bilancio del primo anno di gare sarà positivo,ma per la nuova stagione si rende necessaria una moto più fresca e competitiva. Fra  le mille opzioni dell’epoca, pensai che il ( o “la”??) Maico fosse la moto più giusta (la storia insegna che effettivamente il 1981 fu una grande stagione per le moto tedesche). Nonostante un grave incidente in allenamento durante l’inverno , sarà un’anno  intenso  con la partecipazione a numerose gare regionali ed  interregionali ed al prestigioso trofeo nazionale “Boy Cross”.L’anno seguente sarà ancora lo stesso Maico ad accompagnarmi sui campi di gara   con grande divertimento .

 Molinella (BO) nell’aprile ’82

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Anno nuovo e… moto nuova! Ancora un altra Maico -peccato che il m.y. 1983  si rivelo’  un disastro -e ne a me ne a nessun altro diede le sodisfazioni dei modelli precedenti. Ma i problemi non vengono mai soli ed ecco che la cartolina precetto mi invita a presentarmi al C.A.R. di Albenga…con il risultato di dover mettere la  moto in  naftalina fino all’estate successiva! 

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Finita la naja mi ritrovo con un Maicone ancora seminuovo che mi permetterà di finire la  stagione  1984 senza troppi problemi.

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Questo anno sarà importante per me : sull’onda della passione a 360°,comincio a raccogliere e collezionare  moto d’epoca .

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Visto  il sempre crescente interesse  per le moto, decido anche di abbandonare  gli studi universitari e entrare nel mondo del lavoro aprendo l’officina  MOTO ROVERSI, oggi attiva più che mai.

Da allora ho avuto tantissime esperienze e soddisfazioni in questo ambiente  e mi è parso giusto ricordarle in questo sito .

Nella pagina “galleria” il seguito della  mia storia sportiva e professionale  fino ad oggi…

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